Le fantasie

Le fantasie sono aquiloni….
fuggono da noi sospinte da un leggero soffio d’aria
ma rimangono legate eternamente al nostro fragile sognare…
Sono un rampicante che ci divora, si arrampica,
e che poi buca le nuvole per portarci al di sopra della realtà,
…dove non c’è giudizio, raziocinio, dovere…forse…
forse…solo felicità!

Al

Ricordo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti ho chiuso dentro di me, come un ricordo lontano.
Ti ho amato come un libro di fiabe che rileggerò sempre con gioia.
Dentro di me ti porto con rabbia, come antichi dolori ancora viventi…
Anche se il tempo ti ha portato via, anche se i secondi non hanno
fermato quelle magie d’istanti,
anche se le lacrime passeggiano con me
anche se mi sono rimasti solo i ricordi
anche se sento solo il silenzio, non rimpiango di averti
sempre guardato negli occhi e di averti amato ogni minuto.
Ho fatto tanti errori. ma non considererò mai uno sbaglio
quello di essermi innamorata di te…
Ogni sorgere del sole io conserverò una lacrima dei miei
sogni per ricordarti sempre.

Al

In questo cielo…

In questo cielo “tutte stelle” sento il tacco della ragione lacerarmi di domande imbarazzanti sotto pelle
Ho cercato sino allo stremo di non dare troppa noia, mettermi di profilo…
non mi sono neanche esposta alle stagioni per paura che se la prendessero a male
Ma è proprio vero che, chi mangia, fa briciole… e le briciole, si sà, sono fastidiose assai…
ti complicano la vita con il loro infimo essere lì, con quel persistente
ed onnipresente esserti sotto i piedi a fare gran rumore…
scricchiolano inutili… le briciole… gli scampoli…
saldi di qualcosa al soldo di qualcuno per svendere qualche altro.
T’ho slacciato le risposte come una guepiere che ti costringeva ad inutili domande,
per cui, ora scendi da quella vita e sali sopra i tacchi aguzzi delle stelle…
altrimenti spegnerò per sempre quel giorno mai finito, dietro una veletta d’inutili peccati…

Al

Il bambino che non ho

Bambino che non ho, figlio mai nato,cercherò di spiegarti tutto ciò che ti ho evitato.
Il parto innanzi tutto, e il dolore di saperti espulso dall’amore.
La paura di venire abbandonato, quei vagiti lunghi come i fischi dei treni nelle stazioni secondarie,
e il suono delle parole indecifrabili che t’impongono la loro dizione.
E i birignao intollerabili con cui ti si rivolgono le persone.
La prima volta che la tua mamma uscirà la sera. Il terrore che non tornerà più.
Ti ho evitato la vergogna di fartela sotto a scuola, gli altri che ridono e ti mettono alla gogna.
La fatica di sollevare la prima matita come un macigno,
e il ghigno dei grandi quando deformi le parole.
Ti ho evitato il freddo quando piove, la paura dei tuoni dei fantasmi e delle streghe, e poi le prime beghe:
quando un compagno ti dirà “Tuo padre è un ubriaco” oppure “Noi siamo molto più ricchi di voi”
e ti faranno vergognare della tua famiglia e del tuo nome.
Io ti ho evitato, piccolo, l’angoscia di un cognome e delle ombre che comporta e poi,
diciottenne al primo amore, la sconfitta di attendere ore dietro una porta lei che non ti vuole.
E l’assillo del primo impiego, l’offesa di tutte le file burocratiche,
i soprusi di chi comanda e l’arroganza dei potenti. Io ti ho evitato tutte le litigate,
le sgridate, il dolore di quando moriranno tuo padre e tua madre, la solitudine del deserto,
quella provocata dall’invidia, dal tradimento, quella solitudine che ti farà percorrere tutte le periferie dell’anima.
E poi, da vecchio, lo sgomento per aver tanto vissuto e sofferto e gridato e amato,
inutilmente, in cambio di niente, inascoltato.
L’elenco potrebbe continuare, ma è un’impresa inutile, come catalogare le gocce del mare.
Inutile, perchè il dolore più grande, tuo padre non te lo ha evitato.
Il dolore di non essere nato.

Jack Folla

 

Sono….

Poco da dire… se con poco ci si può mai definire…
una persona molto impegnativa da gestire, o forse no,
dipende dalla buona volontà, dalla curiosità e dalla disponibilità dell’altro…
eternamente affascinata dalla vita della quale, inguaribile entusiasta,
mi manca sempre un “qualcosa”…
ed alla quale va ad aggiungere pennellate di colore per frequentare ed acquietare,
anche se per poco, quell’insoddisfazione perenne che alimenta e rende imperdibile il percorso.
Tesa alla costante ricerca della pienezza interiore, di una vibrazione dello spirito,
di un dispiegare di ali verso i vari tasselli che compongono l’anima.

Al

 

Richieste

Ho uno scaffale di richieste lasciate a morire sul davanzale delle mie domande.
Povera di stelle, naufraga del vento e delle sue tempeste.
Voce di poeta a seguire una corrente d’acqua indecentemente bagnata di ricordi
e di quella ragione che non ha grande pretesa, ma attende razionale…
e, lode alla vita, vince l’attesa.
Ho una scaffale di polveri d’oro lasciate a pescare nella lampada che spegne il giorno
tra le lenzuola di un sogno talmente distante
da poterlo stringere solamente con abbraccio ad occhi chiusi.
Pescatrice di sogni continuerò, nelle sere a venire, a gettare la rete del silenzio,
verso quel tramonto che si fa cielo ad ogni mio orizzonte!
Ho uno scaffale di emozioni ed un piccolo posto anche per tutti quei tuoi pensieri
che hai lasciato scivolare via dal mio cuscino, senza prestargli attenzione
e se li metto tutti in fila, tra le mie cose, è di nuovo giorno e… ti vedo ancora!

Al

Tutto cambia

Diceva Eraclito, più di duemila anni fa, che non ci si bagna
mai due volte nella stessa acqua di un fiume.
Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo
mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro.
Tutto cambia dentro e fuori di noi anche se non sempre
riusciamo a percepire questo continuo cambiamento.

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